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Gianluca
Codeghini
Noi se
a
cura di Elio Grazioli

neon>fdv
milano
27 gennaio 2009
ore19.00
neon>campobase bologna
31 gennaio 2009
ore19.00
Gianluca
Codeghini
è uno specialista del rumore, del bisbiglio, del clinamen, del
gioco dalle regole assurde, della metafora a contenuto informativo nullo...
Due sue mostre personali si inaugurano nelle due sedi della galleria neon,
sottilmente collegate, ma autonome.
A Milano al centro dell’esposizione c’è una performance
sonora al limite tra l’inudibile, la musica “da mobilio”
e il disturbo. L’indicazione è precisa: “Ascolta intensamente
al punto da lasciare nella memoria il dubbio di aver ascoltato altro o
di non aver ascoltato affatto”. È la filosofia stessa dell’arte
di Codeghini.
A Bologna al centro ci sono i giochi di parole che l’artista ha
tratto dalla parola inglese per rumore, “noise”, che scrive
“noi se” e spaccia perfino per acronimo di “nessun ossimoro
in suggestivi enunciati”. Intanto lo scrive al neon – finalmente
un neon nella galleria Neon! – ma poi lo coniuga in molti modi diversi.
Alla visita della mostra, anche qui, sentirete una quantità di
rumori della cui origine, realtà e pertinenza dubiterete o vedrete
degli oggetti da cui vi aspetterete un suono che forse non ci sarà.
In fondo anche il neon emette uno strano sibilo al limite della percezione,
o della nostra attenzione: Se noi...
Il rumore, il dubbio, la soglia della percezione vale naturalmente anche
a livello visivo: che cosa vediamo quando guardiamo? che cosa si insinua
nella nostra visione fino a farle vedere altro?
Codeghini è radicale senza dare nell’occhio: offre delle
immagini, degli oggetti, dei suoni, delle parole, delle frasi apparentemente
tranquille e inoffensive, in realtà mira al nucleo del pensiero
stesso: è lì che vuole introdurre il rumore, far perdere
la regola, farlo girare su sé stesso perché, quando volesse
trarre le fila del suo operare, al tempo stesso finisca col dubitare di
aver teorizzato altro o alcunché, di aver fallito oppure riuscito
inconsapevolmente altrove – che è poi l’unico modo
per riuscire veramente, per vincere al gioco dell’arte.
Installazioni? opere? stili? Come descrivere l’opera di Codeghini,
come situarla per darne almeno un’idea? Fotografie ingrandite, scritte,
neon, libricini dalle nere copertine, dispositivi e situazioni sonore,
dischi e loro copertine, videogiochi, talvolta anche piccoli quadretti
o disegni con brillantini... Se noi... Fate voi.
Farà seguito una pubblicazione con testi di
Elio Grazioli, Marco Belpoliti, Carla Subrizi, Pietro Braione e Gianluca
Codeghini.
Si ringrazia per la partecipazione:
Tumbers con Antonio Sarcina, Patrizia Capodicasa, Silvana Mangano, Stefania
Luci, Stefania Vaccari, Stefano Girelli, Cristina Rizzieri, Lisa Dellupi,
Barbara Caracciolo, Gabriella D'orio, Alessandra Bordiga, Roberto Botturi,
Augusta e il contributo di Pietro Braione, Marco Molteni, Stefano Brizzi,
Andrea Bellini, Maria Margherita de Lucia.
Gianluca Codeghini
Nato a Milano nel 1968.
Espone in Italia e all’estero dal 1990 in spazi pubblici, musei,
gallerie e spazi virtuali, in questo ultimo periodo: "Crudeltà
inaudite" in collaborazione con D. Bellini, MArt, Museo di Rovereto
e Trento; "Poemi" in collaborazione con A. Broggi, ARRIVI, Milano;
"Warburghiana" Palazzini Liberty, Milano; “Lo sguardo
ostinato” a cura di E. Grazioli, MAN Museo d’Arte Provincia
di Nuoro; “Noi se” all’interno del progetto “InsideOUT”,
a cura di M. Allicata e F. Ventrella Red Bull Music Accademy, Roma; "Tutto
quello che scivola via" Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano; "Capital
Culture" a cura di M. Scotini, Prometeo Gallery, Milano; è
pubblicato in “La polvere nell’Arte” a cura di E. Grazioli,
Bruno Mondadori; “Il gioco epistemico” conversazione con P.
Braione in “La cultura politecnica” a cura di M. Bartoldini,
Bruno Mondadori; ”Il mondo dell’arte contemporanea in Italia”
di G. Ciavoiello, Artshow Edizioni; ”Crolli” di M. Belpoliti,
Einaudi; nel 2004 prende forma il progetto “Warburghiana”
in collaborazione con A. Andrighetto, D. Bellini e E. Grazioli presso
il MART Museo di Rovereto e Trento, il GAMEC Museo di Bergamo, la Fondazione
MUDIMA di Milano, MLAC Museo Laboratorio Università la Sapienza
di Roma, galleria NEON di Bologna..
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