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sabato
22 novembre ore 17.00
Emanuele
Piccardo
Giuliano
Gresleri
Caterina
Iaquinta
Guido
Guidi
Fabrizio Violante
conversa-azione americana
Ha ancora senso conversare e compiere un'azione oggi? La risposta è
si: per quanto artisti ne abbiano fatto uso in passato, re-interpretare
azioni già svolte applicando varianti a tema è l'unica possibilità
che ci resta, soprattutto dopo il novecento, quando si è sperimentato
in ogni direzione. Quello che accadrà sabato 22 novembre 2008 alle
ore 17.00 a neon>campobase di Bologna è una "conversa-azione",
ossia l'unione di una conversazione con una azione con alcune persone,
oggetti e situazioni per me fondamentali nell'aver affrontato l'utopia
realizzata dell'architetto Paolo Soleri,
da trent'anni impegnato nella costruzione della città di Arcosanti
nel deserto dell'Arizona.
Partire dal lavoro di Soleri, che basa la
sua idea di città sull'unione tra architettura ed ecologia, e individuare
alcuni temi di ricerca che mi hanno spinto a raccontare un luogo con la
camera fotografica.
Arcosanti, la città per cinquemila abitanti, oggi archeologia di
se stessa, raccontata da un abaco di elementi diversi: fotografie, video,
testo e testimonianze.
La "conversa-azione" vedrà la partecipazione di alcuni
compagni di strada il cui sguardo e pensiero critico mi ha aiutato nell'articolare
la complessità di una ricerca che attraversa le discipline, propria
della mia esperienza: dallo storico dell'architettura Giuliano
Gresleri, fondatore di Parametro, che converserà su Paolo
Soleri e Parametro (la prima rivista a pubblicare il progetto di
Arcosanti nel '74); al fotografo Guido Guidi
che, attraverso l'analisi di una fotografia del maestro americano Walker
Evans, parlerà della relazione tra architettura e fotografia;
alla storica dell'arte e curatrice Caterina Iaquinta
che troverà, invece, analogie tra l'azione che Soleri compie nel
deserto e il mondo dell'arte, riferita a parole quali: luce, esperienza,
abitare e dislocamento. E infine il critico cinematografico Fabrizio
Violante che parlerà del film Zabriskie Point,
opera di Michelangelo Antonioni, girato nel
deserto dell'Arizona.
All'interno di neon>campobase la mia azione consisterà nel dialogare
e nel comporre una parete-manifesto con una serie di materiali: fotografie,
scritti, video, libri.
Oggetti che sono stati importanti per raccontare un'America diversa fatta
di opzioni radicali, dell'essere contro un sistema dominante, contro l'imperialismo
usando una molteplicità di voci.
Realizzata in collaborazione con Archphoto|rivista digitale di architettura,
arti visive e culture.
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