comunicato
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opening: sabato 28 gennaio 2006 ore 19.00 al 11 febbraio 2006
orari mar_sab
11_13 e 15_19
neon>campobase [articolazione del progetto neon insieme con neon>fdv
a Milano] riprende la sua attività forzatamente bloccata, inaugurando
lo spazio rinnovato con Face Addict, la mostra che accompagna e integra
il film di Edo Bertoglio in programmazione al Lumiére 2 / Officinema
da domenica 29 gennaio fino al 7 febbraio 2006.
Edo Bertoglio ha trascorso un periodo importante della sua vita a New
York, fra la fine degli anni '70 e la metà degli anni '80, sperimentando
in prima persona e documentando con le sue fotografie la Downtown
Scene e i suoi protagonisti, a partire dalla Factory di Andy Warhol
fino a Jean Michel Basquiat e alla scena musicale emergente.In questo
periodo Edo Bertoglio ha collaborato con riviste come Interview, Vogue,
Rolling Stones, e ha realizzato numerose copertine di dischi. La mostra
presenta una selezione di fotografie di Edo, una serie di disegni di
John Lurie, un pannello di Polaroid realizzate da Maripol, alcuni dipinti
di Walter Steding, e ancora materiali video di James Nares e di Glenn
O'Brien insieme con il primo film di Edo, Downtown 1981, di cui
è protagonista Jean Michel Basquiat.
In quello stesso periodo Bologna vive una stagione intensa, ricca di
fermenti e di proposte (le cronache hanno ridotto la vitalità
di quel periodo agli eventi del marzo '77) e neon nel 1981 nasce proprio
dall'esperienza vissuta di quegli anni. L'incontro con Francesca Alinovi
catalizza energie inconsapevoli, individuando elementi comuni fra la
scena newyorkese e quanto si va muovendo a Bologna, fra Frontiera Party
al Segreto Pubblico, Electra I e concerti al Punkreas. Riconosciamo
in quella situazione l'energia propulsiva che ha dato origine a tante
storie individuali e a una storia collettiva per cui ancora oggi Bologna
è un luogo privilegiato nell'immaginario giovanile. Sono
trascorsi venticinque anni, per un caso ricercato le esperienze si incontrano.
Anche se la skyline di New York ha perso le Twin Towers e anche se Bologna
da allora ha fatto e sta facendo di tutto per annullare le esperienze
vitali, la ricerca, la sperimentazione, lanciata all'inseguimento di
una rinnovata normalità che passa dalle ruspe sulle baracche
alla chiusura dei centri sociali ai regolamenti che proibiscono i concerti
alle deroghe alla chiusura del centro storico alle auto private.