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'FOTOSENSIBILITA'
21 ottobre_18 novembre Mentre la fotografia vira al digitale, può avere un senso nuovo l’uso del “fotogramma”, cioè della tecnica fotografica diretta, che non passa per la macchina fotografica, che coglie l’impronta diretta degli oggetti che le si espongono? Fabio Sandri ci prova rivitalizzando i temi forti del fotogramma – l’impronta e l’ombra, l’accumulo temporale, l’assenza fisica dei corpi –mettendoli alla prova del luogo espositivo, del rilievo architettonico, ma anche della presenza oggettuale e della proiezione video. Così l’esposizione comporterà fotogrammi di intere stanze, video che si fissano durante la loro proiezione sulla carta fotosensibile, nonché strani oggetti, “motori”, che alludono ad altre dimensioni. L’essenzialità della fotografia ridotta a impronta diretta, la semplicità di strumenti e cose “precipitati nel tono”, si propongono in Sandri contemporaneamente come analisi linguistica e umore esistenziale, una problematica "fotosensibilità" intesa allo stesso tempo. Come scrive l'artista "...si trata di usare quella semplicitàa di mezzi e cose precipitate, come atto di coscienza, come umore, volontà realista e di costruzione, il tono come pratica di una possibile scultura..."
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