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a cura di Rita Correddu, Gino Gianuizzi, Alice Militello per neon>campobase e artepubblica, supportato da Leonardo Piras

Quindici librerie disegnate da artisti come future Crossing-Zones e destinate a luoghi pubblici della città di Milano e provincia.

Il progetto Crossing-Public/Art-Zone nasce con la finalità di sensibilizzare il maggior numero di persone al fenomeno del BookCrossing. La passione privata per la lettura e il desiderio di condividere con altri notizie e saperi sono le componenti essenziali che contraddistinguono il BookCrossing: una modalità alternativa di prestito di libri, una staffetta speciale tra anonimi “corridori” che, attraverso un inconsapevole “passaggio di testimone”, consente alle opere di viaggiare liberamente di mano in mano, di casa in casa e di luogo in luogo. Un moto senza limiti e confini di testi, frasi, parole ma anche di una, seppur minima, traccia di vissuto di tutti coloro che un libro lo hanno raccolto, toccato, sfogliato, fatto proprio per un tempo fuggevole e, quindi, rimesso nuovamente in circolazione. Il BookCrossing innesca, dunque, dinamiche di autogestione culturale e il rispetto reciproco tra quelli che ne fruiscono condividendo una pratica gratuita, pubblica e democratica di scambio indipendente di conoscenze.


In questo senso il progetto Crossing-Public/Art-Zone, presentato presso la neon>fdv in occasione del Fuorisalone (22 – 27 Aprile), propone una rassegna di quindici “librerie” disegnate da artisti e pensate come future Crossing-Zones, cioè aree ufficialmente identificative del circuito BookCrossing. Quattro termini, quattro possibili relazioni tra di essi, altrettante letture per il titolo di questo progetto che intende sostenere l’iniziativa del BookCrossing attraverso un intervento di Arte Pubblica che, operando con lo stesso spirito partecipativo, agisce direttamente sul tessuto urbano e sulle realtà che lo definiscono.


La galleria, infatti, si pone solo come una tappa transitoria per le opere che, una volta conclusa la manifestazione del Fuorisalone, sono destinate a luoghi di pubblica utilità di Milano e provincia, come ospedali, scuole o parchi, diversi per contingenze ma sinergici per il fatto di essere punti nevralgici di sosta e crocevia affollati di flussi di individui. Aprendosi alla città, le “librerie” realizzate cessano di vivere solo come puri manufatti ma esistono come luoghi, intesi nell’accezione topografica e antropologica del termine: punti di riferimento e spazi di aggregazione spontanea, sviluppo e interscambio culturale. Ogni “libreria” e la relativa zona d’insediamento verranno opportunamente segnalate su una piccola guida o mappa al fine di individuare il sito e preservare l’unitarietà del progetto.

 

ARTISTI:

Elisabetta Alazraki, Marco Bernacchia, Beatrice Catanzaro con la collaborazione di Chiara Mauri, Simone Cesarini, Gianluca Codeghini e Gianmaria Sforza, Antonio Di Mino, Barbara Fässler e Steve Piccolo, Flavio Favelli, Ferdinando Mazzitelli e gli studenti della classe 2D della Scuola Media Statale Secondaria di I grado del plesso Gemelli e la 2B del plesso Gramsci (Istituto Comprensivo G. Capponi), Jacopo Miliani, Lucio Nardi, Stéphanie Nava, Paolo Parisi, Anna Rispoli.