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SISTEMI
BINARI
Un sistema di stelle binarie è un sistema
costituito da due corpi celesti isolati che gravitano uno intorno all'altro,
ognuno brillante di luce propria.
Prendiamo in prestito dall'astronomia questo schema per costruire un progetto
che pone in relazione il lavoro di due artisti. Potrà accadere
che in alcuni casi si tratti di artisti appartenenti a generazioni diverse,
altre volte di artisti di diversa provenienza, o ancora di artisti che
agiscono in ambiti di ricerca differenti. Il dato comune è che
si tratterà in ogni caso di due artisti che si incontrano in uno
stesso spazio.
Come in un'esperienza costruita in laboratorio proprio questa condizione
di autonomia nella relazione reciproca è il territorio della ricerca
che il progetto intende innescare. Individuare assonanze senza per questo
pretendere di indicare filiazioni, senza voler individuare una forza gravitazionale
preponderante che determini il moto di uno dei due elementi.
Assumendosi tutti i rischi e accettando i margini di indeterminatezza
e le possibilità di errore che l'esperimento comporta. E soprattutto
con la consapevolezza che la nostra stessa presenza, il fatto stesso di
scegliere di avvicinare di raccogliere in uno stesso luogo di osservare
e di rendere tutto questo processo disponibile all'osservazione di altri,
inevitabilmente sarà un terzo elemento destinato a turbare la dinamica
del SISTEMA BINARIO.
SISTEMI
BINARI.1
GIANNI PETTENA e LUCA TREVISANI
a cura di Guido Molinari
Dal 4 al 25 ottobre neon>campobase ospita una personale dedicata a
Gianni Pettena a cui si affianca un intervento
di Luca Trevisani.
L’anarchitetto Gianni Pettena espone
Stanza (1987) e la recentissima Archipensieri 4 (2008), due opere che
si muovono in una direzione di progettualità sensibile e aperta:
nel lavoro più recente cinque elementi metallici si dispongono
nello spazio per ricreare la facciata di un tempio classico, costruito
secondo la proporzione divina (o sezione aurea). All'interno dell'ossatura
metallica si avviluppano piante rampicanti, riprendendo il legame tra
natura e architettura affrontato da Pettena fin dagli anni Sessanta. In
questo modo l’artista accosta alla costruzione metallica il concetto
di crescita in natura su un unico piano semantico di reciproca adesione.
In una dimensione affine, Luca Trevisani
ricostruisce confini e perimetri architettonici fittizi lasciando spazio
alla partecipazione del pubblico con un’installazione sonora. Un
sensore rilevando la presenza di chi si avvicina alla porta di accesso
allo spazio espositivo innescherà un meccanismo che produce uno
scoppio, lo stesso sistema che gli agricoltori utilizzano nei campi per
scacciare gli uccelli: una strumentazione rudimentale che destabilizza
lo spettatore e che richiama l’idea di disturbo, una tecnologia
primordiale estrapolata da un contesto prettamente contadino e trasposta
in ambito contemporaneo.
Gianni Pettena (1940)
Insieme ad Archizoom, Superstudio e UFO, Gianni Pettena appartiene al
nucleo originale del Movimento Radicale, una delle più influenti
sperimentazioni in Italia nel campo del design e dell'architettura contemporanea.
Utilizzando il vocabolario dell'arte concettuale e della retorica del
discorso politico, Pettena ha indagato la trasformazione dello spazio
fisico nel contesto urbano. Il suo libro l'Anarchitetto (1973) combina
invenzione visiva e diario fotografico, ed è riconosciuto come
il manifesto di un'idea di architettura intesa in senso più ampio.
Attualmente è Professore di Architettura contemporanea all'Università
di Firenze. Tra le sue ultime mostre ricordiamo "Il futuro del futurismo",
alla GAMeC di Bergamo e "Manifesta 7" a Rovereto.
Luca Trevisani (1979)
Investigare e idea di intimità, unione e comunità | un laboratorio
astratto | la solitudine è una chimera | l’impossibilità
di indipendenza sociale | Comunità | tracciare le linee di demarcazione
per costruire un territorio | ciò che appartiene a ciò che
è mio, ciò che appartiene agli altri. | misurare | separare.
| L’utopia spaziale è un respiro continuo, un ritmo che cerca
di imporsi sull’ambiente. | Flusso naturale e barriera artificiale
| Unione e separazione. | Confini reali e confini inesistenti; percepiti
o solo immaginati. | Ordine e disordine | confini visibili e confini invisibili.
| L’infinità del paesaggio. | Nella notte di Chernobyl il
vento ha spazzato il senso della mappa politica europea. | La geografia
non ha valore. Quella notte, l’Europa unita è nata per davvero.
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