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secondo
piano senza ascensore
container
secondo
piano senza ascensore suonare farnè
"...
noi siamo i nostri ospiti.”
a
cura di Guido Molinari
progetto di Fabio Farnè e di Gino Gianuizzi
Via
Gaffurio 8, Milano, solo su appuntamento (tel 338 6151961)
 
Entrando nella nostra abitazione ritroviamo ciò che ci piace:
oggetti scelti da noi, ricordi, immagini. Sentiamo più intensamente
il piacere di abitare il nostro spazio domestico quando torniamo da
un viaggio, dopo un’assenza prolungata. Al contrario se ci rinchiudiamo
in casa per un lungo periodo, tutto ciò che ci circonda sembra
essere annullato, cancellato dalla continua sovraesposizione visiva
ed emotiva. L’abitudine infatti rende invisibili intere porzioni
di realtà.

Scegliere d’installare opere nelle stanze a noi più familiari
significa creare un’apertura ed estendere noi stessi verso direzioni
ignote. Significa riattivare le sensazioni verso il nostro habitat quotidiano,
praticando una svolta imprevista, una deriva incontrollata. Lo slittamento
percettivo affidato a Sergia Avveduti, Cuoghi Corsello, Paolo Gonzato,
produce allora nuove energie estetiche nella casa di Fabio, che scorrono
negli angoli, nel pavimento, lungo i muri. Questa apertura a percorsi
mentali nuovi trasforma l’identità di chi abita. E così
noi diventiamo i nostri ospiti.
 
CONTAINER
osservatorio-laboratorio di arte pubblica
a cura di Mili Romano e Gino Gianuizzi
english
Laboratorio
dinamico sul territorio e segnale di “lavori in corso”, spazio
di produzione e pratica di public art, CONTAINER
osservatorio-laboratorio mobile di arte pubblica è operativo nel
corso dell’anno 2007-2008 all’interno del progetto “Sposta
il tuo centro. Quartiere San Donato. Città di Città”.
Sua caratteristica è la trasversalità e esso si offre al
progetto come tramite con la strada e le varie zone del quartiere, riferimento
all’esterno non solo per gli artisti coinvolti nel progetto ma per
tutti gli abitanti delle sue varie aree e per tutti i laboratori che al
progetto più generale contribuiscono come generatori di energie
di ricerca propulsiva (Piazza delle Culture-Conoscenza del quartiere-La
qualità dell’abitare nell’edilizia pubblica-Le narrazioni-Un
quartiere in trasformazione-Il verde urbano in San Donato-Nuovi sguardi
sull’architettura-Il sito web). Tutti gli interventi artistici sono
stati progettati come strumento di avvicinamento/conoscenza e avvio di
un processo di riflessione e trasformazione antropologico-sociale dello
spazio metropolitano, a partire dai suoi caratteri essenziali e dalle
sue peculiarità. Loro premessa fondamentale è che l’esperienza
artistica, concepita non più soltanto come intervento meramente
decorativo o di “intrattenimento”, possa affermarsi come un
utile sussidio alla “trasformazione” partecipata del territorio:
per ingenerare la consapevolezza di una qualità urbana più
alta, primo passo verso la valorizzazione dell’identità del
luogo e del senso di appartenenza. Alessandra Andrini, Maria Pia Cinque,
Cinzia Delnevo, Emilio Fantin, Anna Ferraro, Sabrina Muzi, Maria Vittoria
Perrelli, Mili Romano, Monika Stemmer, Adriana Torregrossa, Zimmerfrei,
gli artisti coinvolti nell’iniziativa, avviano questo percorso a
partire da lunedì 19 novembre attraverso progetti artistici nati
dalla preliminare conoscenza del contesto urbanistico e sociale, dalle
relazioni con gli abitanti e, di conseguenza, “riconosciuti”
e condivisi dalla collettività perché risultato di una partecipazione
attiva.
Non si può definire l’arte pubblica con una breve formula
univoca e certamente non è pensabile subordinarla all’attività
di pianificazione urbanistica come strumento complementare di [ri]qualificazione
dello spazio urbano. L’elemento di novità di questo progetto
sta proprio nella volontà di affrontare un tema complesso assumendone
la complessità e non riducendola attraverso l’adozione di
formule semplificatrici la cui unica funzione finirebbe per essere quella
di dare pubblicamente conto di un risultato apparente e appariscente,
secondo un costume che privilegia il momento finale e celebrativo al percorso
e al lavoro permanente sul campo. Dopo questo primo posizionamento nell’area
antistante la vecchia sede del quartiere, il CONTAINER si sposterà
per tre volte: a fine gennaio sarà in Piazza Costituzione anche
in occasione di ARTEFIERA, fra marzo e aprile sarà presente nell’area
antistante la biblioteca Luigi Spina non lontano dal “Virgolone”
del Pilastro e infine davanti al Centro interculturale Zonarelli in via
del Lavoro.I progetti degli artisti:
Maria Pia Cinque invaderà lo spazio esterno del Container e le
zone limitrofe con i suoi omini e, con il “Progetto Polaroid ”,
percorrerà il territorio e avvicinerà direttamente gli abitanti
realizzando il loro ritratto. Nel naturale e progressivo avvicinamento
fra l’artista e gli abitanti e nello scambio di disegni, fotografie
e storie si ricostruirà una mappatura emotiva dell’intero
quartiere.
Il progetto di Cinzia Delnevo nasce dall’idea che la persona nata
dall’unione di due genitori di diversa nazionalità sia il
frutto dell’unione di due “Bellezze”. Wandering Beauties
si propone di conoscere e di incontrare persone corrispondenti a questi
requisiti e di documentare fotograficamente questi incontri. Successivamente
il materiale fotografico ottenuto verrà messo a disposizione delle
persone che hanno collaborato alla realizzazione del progetto e verrà
esposto in un luogo pubblico.
Emilio Fantin ha ideato la realizzazione di una sorta di contest aperto
a tutti gli abitanti del Quartiere: “Performance Day” sarà
la fase finale di un lavoro di relazione condotto dall’artista e
da suoi collaboratori. I partecipanti sono invitati a prodursi nell’azione
più “acrobatica” di cui siano capaci, ma qui per “acrobatico”
si intende qualunque gesto, qualunque abilità. I performers si
sfideranno uno contro l’altro, a eliminazione, fino a designare
i due sfidanti finali.
Il progetto di Anna Ferraro “Segnali di vita” consiste nella
produzione di una segnaletica stradale parallela a quella istituzionale,
realizzata in stretta collaborazione con gli abitanti del quartiere San
Donato. La nuova segnaletica potrà essere verticale o orizzontale
e racconterà le abitudini, le esigenze, le dinamiche relazionali
e, in generale, il rapporto che gli abitanti di S. Donato hanno con il
loro spazio abitativo. Come spesso accade in ogni città e in ogni
quartiere, gli abitanti suppliscono alle carenze di infrastrutture o partecipano
all’abbellimento dell’ambiente in cui vivono in modo intelligente
ed efficace: allestendo punti di incontro con sedie e tavolini, creando
angoli verdi, coltivando orti, prendendosi cura degli animali. Questi
piccoli gesti di “appaesamento” vengono ad avere una funzionalità
particolare, frutto di creatività spontanea, assolutamente non
prevedibile.
Sabrina Muzi progetta la realizzazione di un'installazione disseminata
in alcune aeree verdi del quartiere San Donato prossime agli edifici:
ambiente naturale e "vissuto" umano dialogano per creare un
percorso estetico/ideale in cui alberi, tessuti ed abiti si intrecciano,
dando forma a zone festose, piccole oasi in cui sostare.
Mili Romano, utilizzando la videocamera come “pungolo relazionale”
diretto ad una azione protratta nel tempo, sta realizzando Per San Donato.
Appunti visivi, frutto delle ricognizioni video e fotografiche (insieme
alla fotografa Paola Binante e agli altri artisti) sul territorio di San
Donato, realizzate dal gennaio 2007 e degli incontri e interviste realizzate
insieme a Alessia Benevelli per il laboratorio “Sguardi sull’architettura”.
Ispirata dall’incontro quotidiano, in particolare con la componente
femminile, Monika Stemmer parte dall’osservazione e dalla frequentazione
diretta del quartiere, e, rilevando una forte presenza di persone anziane
che influenzano le tipologie di negozi, le infrastrutture sociali e lo
spazio pubblico, sceglie di rappresentarle con dei monotipi. I disegni
colorati, le sagome di carta comporranno gruppi di figure a grandezza
quasi reale collocati nelle strade, sulle palizzate dei cantieri, sui
muri, nei luoghi di incontro.
Adriana Torregrossa farà del container una sorta di video-box,
o confessionale, dove ciascun cittadino possa esprimersi liberamente.
L’azione, aperta a tutti, seguirà un calendario che illustrerà
luogo e modalità di partecipazione al set. In una seconda fase
il materiale raccolto sarà utilizzato per la realizzazione di un
video da proiettare pubblicamente, e di un booklet che riporterà
le richieste, i desideri, i pensieri dei partecipanti.
L’installazione luminosa progettata da Zimmerfrei è una “luminaria”
realizzata con venti-trenta lampadari domestici, dono o gentile prestito
di residenti o negozianti. La strada viene adottata come interno domestico
e arredata con la cura che si riserva agli spazi più accoglienti
della casa. L’intervento,che sarà inaugurato l’11 dicembre
in un percorso ancora da stabilire, verrà realizzato “disegnando”
una linea di luce in stretta sinergia con il centro storico bolognese
e con la piazza del Municipio e le nuove palazzine Acer a Pianoro (in
collaborazione con il Progetto “Cuore di Pietra”).
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CONTAINER
mobile
observatory-laboratory of public art
Curated by Mili Romano and Gino Gianuizzi
An on-site dynamic laboratory and a signal of “works in progress,”
a space of production and practice of public art, CONTAINER mobile observatory-laboratory
of public art will be operative throughout the year 2007 around the project
"Sposta il tuo centro. Quartiere San Donato. Città di Città".
Its defining characteristic is transversality and offers itself to the
project as a contact with the street and the various zones of the neighborhood,
a reference to the outside not only for the artists involved in the project
but for all the inabitants of all its various areas and for all the laboratories
that will contribute to the more general project as generators of the
energy of propelling research.
All of the artistic interventions have been planned as instruments of
approach/knowledge and the beginning of a process of reflection and socio-anthropological
transformation of the metropolis, starting with its essential qualities
and its peculiarities. Their fundamental premise is that the artistic
experience, no longer conceived only as a merely decorative intervention
or as “entertainment,” can assert itself as a useful aid to
the participatory “transformation” of the urban space: to
generate the knowledge of a higher quality of urban life, the first step
towards the valorization of the identity of the place and of a sense of
belonging. Alessandra Andrini, Maria Pia Cinque, Cinzia Delnevo, Emilio
Fantin, Anna Ferraro, Sabrina Muzi, Chiara Pergola, Maria Vittoria Perrelli,
Mili Romano, Monika Stemmer, Adriana Torregrossa, and Zimmerfrei, the
artists involved in the initiative, will begin this path on November 19
through artistic projects originating from their preliminary knowledge
of the urban and social context and their interactions with the inhabitants
of the neighborhood; consequently, the projects are “recognized”
and shared by the community because they are the result of active participation.
Public art cannot be defined with a brief and unambiguous formula, and
it is certainly unthinkable to subordinate it to the activity of urban
planning as a complementary instrument of (re)qualification of the urban
space. The novel element of this project is its very will to confront
a complicated theme, adopting its complexity and not reducing it through
the adoption of simplifying formulas whose only function would be that
of giving public consideration to a glaringly apparent result, according
to a custom that privileges the final and celebratory moment of the path
and of the permanent work in the field. After this first placement in
the area opposite the old neighborhood headquarters, the CONTAINER will
move three more times: at the end of January it will be in Piazza Costituzione,
also for the occasion of ARTEFIERA; between March and April it will be
present in the space opposite the Luigi Spina library, not far from the
“Virgolone” of the Pilastro; and finally, it will be in front
of the Centro interculturale Zonarelli in via del Lavoro. Istituto Gramsci,
Istituto Beni Culturali, Quartiere San Donato, Comune di Bologna, neon>campobase,
with the support of INTERPORTO
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