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martedì
18 novembre alle ore 21.00
Alex Sarti
Franco Berardi
Antonio Caronia
presenteranno il libro
RUN
Forma vita ricombinazione
Abbiamo cominciato a scrivere questo libro nell’estate 2000, quando
Alex si trovava a lavorare come ricercatore
al Lawrence Berkeley National Laboratories e Franco
era impegnato nel campo della nascente net-cultura.
Ci trovammo a Berkeley per qualche settimana, e registrammo delle discussioni
a ruota libera. Ne venne fuori una massa di materiale confusa e un po’
delirante, da cui abbiamo tirato fuori RUN.
Nel linguaggio dell’informatica Run è la parola con cui si
indica il processo di dispiegamento di una potenzialità in una
applicazione reale. E’ quell’ordine che permette a un programma
di girare, di mettere in moto un suo mondo semiotico, di creare dinamiche
di interazione.
Estate 2000: erano gli anni in cui insieme stavano emergendo nella loro
piena potenza conoscitiva e produttiva l’informatica e la genetica.
Ma erano anche gli anni della rivolta globale antiglobalista. Pochi mesi
prima, a Seattle, era esploso un movimento che aveva il suo fulcro nel
lavoro intellettuale ad alto contenuto tecnico-scientifico: il cognitariato
emergeva come orizzonte sociale e conflittuale.
Negli anni successivi partecipammo insieme alle azioni del movimento di
autorganizzazione della ricerca e continuammo a scrivere questo libro.
Lo riscrivevamo continuamente, per cercare di tirar fuori una certa unità
tematica da quella rizomatica ridda di visioni.
Cercavamo una relazione tra l’evoluzione scientifica, le prospettive
di autonomia del sapere dal potere, e la sensibilità collettiva
che alcune esperienze artistiche hanno registrato, cartografato, diffuso.
Arte, movimenti, e tecnologie di ricombinazione sono i campi di ricerca
su cui abbiamo vagato cercando di costruire questo libro rizomatico.
Ci sono stati momenti in cui abbiamo avuto l’impressione di esserci
persi. Talvolta abbiamo pensato lasciamo stare, non riusciremo mai a tirarne
fuori un libro, a fare una cosa coerente, comprensibile. Poi però
la visione di un film , l’esplosione di una rivolta, la notizia
di una scoperta scientifica, ci permettevano di ritrovare la strada, di
ricominciare a scrivere, a comporre, a fare e a disfare.
A Parigi nel settembre del 2005 ci siamo incontrati per diversi giorni
nel caffè della Halle de Saint Pierre, dove c’è una
galleria e una libreria dedicate all’art brut, alla follia dell’arte
ed ai folli artisti.
Lì abbiamo ricostruito il mosaico e ne abbiamo tirato fuori un
libro sui diveniri.
Poi abbiamo lasciato che passassero gli anni e quasi abbiamo dimenticato
RUN.
Esce adesso, e non ci potrebbe essere momento migliore. Perché
in ultima analisi RUN è un libro sulla catastrofe. E la catastrofe
è all’ordine del giorno. Il collasso finanziario globale,
il crollo dell’ordine geopolitico imperiale ci pongono oggi di fronte
all’urgenza di elaborare una teoria della catastrofe come processo
felice. E’ la direzione in cui si muove questo libro perché
non si può parlare di morfogenesi senza parlare di catastrofi,
di momenti di salto quantico, di accumulazioni di punti di frattura.
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