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neon>campobase
english
SAME DEMOCRACY
pratiche artistiche e curatoriali nell'era
dell'open source culture

a cura di
Marinella Paderni e Elvira Vannini
19 aprile _11 giugno 2008
opening volume 1: sabato 19 aprile 2008 ore 19.00_23.00
opening volume 2: giovedì 22 maggio 2008 ore 19.00_23.00
artisti
Zbynek Baladrán, Fabrizio
Basso + Strange & Alternative Team, Filippo
Berta, Silvia
Cini, Dafne Boggeri,
Carolina Caycedo, Francesco Jodice &
Richard Simpson, Domenico
Antonio Mancini, Andrea Nacciarriti,
Daniele Pario Perra,
Maria Vittoria Perrelli, Julien Prévieux,
Tadej Pogacar, Oliver
Ressler,Stefano Romano, Stefanie Seibold,
Ian Tweedy
L'evento si strutturerà come un display in progress di interventi
artistici presso neon>campobase, con un feedback continuo e un aggiornamento
in tempo reale che trasformerà lo spazio espositivo in una postazione
di ascolto e di osservazione di pratiche artistiche e curatoriali che
attingono ai modelli dell’open source, delle economie flessibili
e degli scambi tra comunità .

Il format non sarà quello della mostra, intesa in senso tradizionale,
ma di un dispositivo formale sviluppato in due tempi (volume 1 e volume
2) che genera relazioni tra le persone e nasce da un processo sociale.
Alcuni interventi artistici saranno presentati nella prima data e arricchiti
durante l’esposizione dall’intervento di altri artisti, mentre
altri lavori saranno esposti nella prima parte ma rimarranno visibili
su monitor nella seconda. Tra il primo e il secondo volume saranno organizzati
incontri e workshop con gli artisti e con teorici.
Il progetto si propone di riflettere infatti sulle diverse forme di lavoro
curatoriale e, tra interferenze, sovrapposizioni e zone di contatto, tenterà
di mettere progressivamente a fuoco un discorso metodologico sulla contingenza,
tra le pratiche artistiche e le dinamiche di relazione col pubblico, in
un sistema di condivisione che farà dello spazio di neon>campobase
un catalizzatore di esperienze sociali e urbane.

La cultura dell’età dell’informazione ha generato in
quest’ultimo decennio forme tecnologiche di comunicazione che sono
passate ben presto a fare parte di modelli comportamentali globali utilizzati
non solo dalle web community.
L’arte contemporanea aveva già anticipato negli anni Novanta
pratiche collegabili all’attuale cultura dell’open source
con opere fondate sullo scambio collettivo e sulla postproduzione. Oggi
il modello open source – mettere in rete, a disposizione di tutti,
parti del proprio lavoro concettuale e progettuale, che può essere
successivamente arricchito e potenziato da altri re-immettendolo nuovamente
in rete - è mutuato dall’universo informatico alla cultura
delle arti visive e non solo.
Questo tipo di modello democratico di produzione culturale è adottato
da alcuni artisti per riflettere esteticamente e criticamente sull’attuale
sistema delle società occidentali e di quelle dei paesi del Secondo
e Terzo Mondo. Operando sui concetti di economia soft e creativa, di scambio/baratto
non solo di oggetti ma anche di idee, informazioni e soprattutto servizi,
di postproduzione tra diversi linguaggi e saperi, gli artisti di oggi
operano delle connessione tra individui non solo nel circuito dell’arte
ma anche tra circuiti diversi, più globali.

I processi delle cosiddette “economie illegali o parallele”
- in cui si instaura una transazione, un modello alternativo di scambio
rispetto a quello monetario – assumono, in questo progetto, un problema
enunciativo generale, da assimilare nell'ottica della post-produzione,
al lavoro artistico - oltre che curatoriale - nell'ambito delle pratiche
discorsive, nella dialettica tra produzione e consumo, nella prospettiva
della globalizzazione.
SAME DEMOCRACY procede secondo il modello dell’open source.

Pratiche di scambio, di interconnessione, di postproduzione sono messe
a confronto integrandosi in alcuni casi, in altre dialogando all’unisono
secondo livelli e piani differenti. Gli artisti invitati a partecipare,
si inseriranno nel progetto con modalità diverse: alcuni, elaborando
nuovi interventi site-specific, altri mostrando dei processi in corso,
con l'esposizione di materiali eterogenei – siti web, slides, sequenze
in movimento, video in un'apposita postazione di monitoraggio e visione,
disegni, progetti, interventi sonori, elaborazioni grafiche e disegnative,
lacerti documentari e prelievi linguistici di vario tipo. Altri lavori
saranno predisposti 'a distanza' attraverso una serie di istruzioni per
l'uso che serviranno a costruire l'opera in situ, il processo di allestimento
verrà realizzato attraverso una condivisione di informazioni, in
una co-curatorship, una collaborazione tra pratiche artistiche e curatoriali
fatta di scambi e inferenze continue.
L’evento sarà seguito, prima, durante e dopo da UnDo.net
in uno speciale on-line con video, interviste, brevi clip, testi, ecc.

La mostra è realizzata in collaborazione
con Radio Città del Capo – Popolare Network sulla cui frequenza
verrà presentato un progetto radiofonico inedito di Francesco Jodice
& Richard Simpson.
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curated by
Marinella Paderni e Elvira Vannini
april 19_june 11_2008
opening volume 1: saturday 19th april 2008 7.00_11.00 PM
opening volume 2: thursday 22th may 2008 7.00_11.00 PM
artists
Zbynek Baladrán, Fabrizio Basso + Strange & Alternative Team,
Silvia Cini, CUNS (Filippo Berta & Stefano Romano), Dafne Boggeri,
Carolina Caycedo, Francesco Jodice & Richard Simpson, Domenico Antonio
Mancini, Andrea Nacciarriti, Daniele Pario Perra, Maria Vittoria Perrelli,
Julien Prévieux, Tadej Pogacar, Oliver Ressler, Stefanie Seibold,
Ian Tweedy
The
event will be structured as a display in progress of artistic interventions
at Neon>campobase, with continual feedback and an updating in real
time that will transform the exhibition space into a listening and observation
station of artistic and curatorial practices that draw on open source
models, those of flexible economies and inter-community exchanges.
The format will not be that of an exhibition in the traditional sense,
but of a formal device developed in two phases (volume 1 and volume 2)
that generates relationships between people and is born of a social process.
Some artistic works will be presented on the first date and enriched during
the exhibition by interventions of other artists, while other works will
be exhibited in the first part but will remain visible on monitors during
the second. Between the first and second volume workshops and meetings
will be organized with the artists and theorists.
The project, in fact, aims to reflect upon different forms of curatorial
work and, between interferences, superimpositions and contact zones, will
attempt to bring into focus a methodological discourse on contingency,
between artistic practices and relational dynamics with the public, in
a system of sharing that will make the spaces of Neon a catalyst of urban
and social experiences.
The culture of the information age has created in this last decade technological
forms of communication that have quickly become part of global behavioral
models utilized even outside the web community.
During the 90s, contemporary art had already anticipated practices connectable
to the present open source culture with works founded upon collective
exchange and postproduction. Today the open source model – to put
on the Internet, available to all, parts of one’s own conceptual
and planning work that can be successively enriched and developed by others
re-posting it – is shared by the information universe with visual
arts culture as well as other spheres.
This type of democratic model of cultural production is adopted by some
artists to reflect aesthetically and critically upon the present system
of western societies and those of Second- and Third- World countries.
Operating upon the concepts of soft and creative economy; of exchange/barter
not only of objects but also of ideals, information, and above all services;
of postproduction between various languages and knowledge, the artists
of today work with the connections between individuals not only in the
art circuit but also between different, more global circuits.
The processes of the so-called “illegal or parallel economies”
– in which a transaction is established, an alternative model of
exchange respective to monetary exchange – assume in this project
a general enunciative problem, to be assimilated in the point of view
of postproduction, to the artistic (not curatorial) work in the environment
of discursive practices in the dialectic between production and consumption
in the perspective of globalization.
SAME DEMOCRACY proceeds according to the open source model.
Practices of exchange, interconnection, and postproduction are compared
to each other, integrating with each other in some cases, in others creating
a dialogue in unison according to different levels and planes. The artists
invited to participate will insert themselves into the project with different
modalities: some elaborating new site-specific works, others exhibiting
works in progress comprised of heterogeneous materials – websites,
slides, sequences in movement, videos in apposite positioning of monitoring
and vision, drawings, projects, sound interventions, graphic elaborations,
documentary fragments and linguistic samples of various types. Other works
will be organized “at a distance” through a series of instructions
for use that will serve to construct the work in situ; the process of
arrangement will be realized through a sharing of information in a co-curatorship,
a collaboration between artistic and curatorial practices composed of
continual exchanges and inferences.
The event will be followed, first, during and afterwards by UnDo.net in
an on-line special with videos, interviews, brief clips, texts, etc.
The exhibit will be realized in collaboration with
Radio Città del Capo – Popolare Network on whose channel
a radiophonic, unedited project by Francesco Jodice & Richard Simpson
will be presented.
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