Kristine Alksne Riga (Lettonia),Matteo Basilé Roma, Jon Burgerman
Londra (GB), Jan Christensen Copenhagen (Danimarca), Silvia Chiarini
Faenza , Cuoghi Corsello Mantova, Bologna, Christine De La Garenne Karlsruhe
(Germania), Nicola Di Caprio Milano, Vidya Gastaldon Besancon (Francia)
,Nicola Gobbetto Milano,Paolo Gonzato Milano, Lina Jabbour Marsiglia
(Francia), Lang/Baumann Berna (CH) San Francisco (USA), Stefano Mandracchia
Brescia , Marie-Eve Mestre Marsiglia (Francia), Bartolomeo Migliore
Torino,Ingrid Mourreau Strasbourg (Francia), Alberto Murmura Bologna,
Stéphanie Nava Marsiglia (Francia), Elena Nemkova Dushanbe (Tagikistan,
Fabrizio Rivola Imola , Marco Samoré Faenza, Felice Serreli Cagliari
Petar Stanovic Zadar (Croazia), Simone Tosca Cortemaggiore , Luca Trevisani
Verona, Anna Visani Faenza, Jean-Michel Wicker Riedisheim (Francia),
T-Yong Tae-Gu (Corea del Sud),Ka.ba@FLUXUS
Lunedì 19 giugno 2006. Riccione in via Milano 54. Sixty hotel.
Inaugurazione: ore 18.00. 40 camere. 30 artisti. Ogni camera personalizzata
dall’intervento di un artista. Un hotel nuovo, trendy, che si
inserisce nella scia degli hotel design, voluto da un’azienda
di abbigliamento giovane (Sixty, Energie, Miss Sixty, Killah, etc.)
che riconosce in un luogo come Riccione il territorio ideale per testare
questa inedita proposta, che prelude a ulteriori aperture in Italia
e all’estero. Sixty hotel si presenta con una facciata caratterizzata
da aperture ovaleggianti, al piano terra la hall e lo store Sixty e
Energie. Si sviluppa su quattro piani, ogni piano caratterizzato da
un colore dominante, partendo dal basso giallo verde arancio nero. 10
camere per ogni piano, camere piccole, moduli minimi per trascorrere
qualche notte. Vocazione apertamente giovanilista -e come potrebbe essere
altrimenti- l’hotel si rivolge a un target under 30, dotato di
una certa disponibilità economica, dato che si tratta di un quattro
stelle. Un pubblico costituito certamente da giovani dediti ai riti
riccionesi dell’aperitivo e della disco, quasi sicuramente fashion
victims, attenti alla forma fisica e sempre abbronzati, forse mossi
più dalla curiosità per la novità che dal desiderio
di vivere l’esperienza di muoversi in uno spazio abitativo manipolato
da artisti. Sappiamo che non sarà un hotel ad avvicinare l’arte
alla gente, o viceversa, che il percorso da compiere è molto
più lungo e complesso, ma anche questo può contribuire.
Ogni camera risulta diversa da tutte le altre. Gli artisti -italiani
e stranieri- sono stati invitati da neon. Una iniziativa apparentemente
anomala per una struttura quale neon, oggi articolata in neon>campobase
e neon>fdv, che viene riconosciuta piuttosto come luogo di ricerca
e di sperimentazione legato a un ambito di arte più immateriale.
D’altra parte spesso ci siamo sforzati per uscire dall’ambito
della galleria e del pubblico ristretto degli addetti ai lavori. Questa
volta abbiamo scelto di sporcarci le mani, e con noi gli artisti impegnati
nel progetto, che hanno realizzato interventi murali e wall painting,
sovrapponendo il loro lavoro alla struttura seriale definita dagli architetti
che hanno disegnato l’hotel. Il risultato è curioso, interessante,
intrigante. Partendo da uno spazio disegnato fin nei minimi particolari,
da moduli replicati ossessivamente, gli artisti hanno inventato e realizzato
i loro interventi.