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neon>campobase
Vile Bodies
19 e 20 aprile, h 21.30
Vile Bodies è una serie di tre documentari, prodotta per il canale
televisivo Channel Four, sul modo in cui alcuni tra i più noti
artisti contemporanei abbiano affrontato il tema del corpo umano e delle
implicazioni psicologiche legate alla sua rappresentazione.
La LUO, in collaborazione con neon>campobase, presenta i primi due
titoli della serie: Kids racconta il modo in cui alcuni fotografi hanno
rappresentato il tema dell’infanzia e dell’adolescenza andando
oltre l’oleografia degli album di famiglia verso ritratti più
veritieri e, in ultima analisi, rispettosi delle loro dinamiche e complessità.
L’artista americana Sally Mann, ad esempio, ha fotografato i propri
figli documentandone gli stati d’animo più mutevoli, dall’esaltazione
alla tristezza; Jouko Lehtola ha prodotto un reportage su un festival
estivo in Finlandia popolato da tredici-quattordicenni ubriachi d’alcool
fatto in casa; Wendy Ewald ha lavorato con un gruppo di bambini del North
Carolina, per aiutarli a visualizzare i loro sogni e i loro incubi. Infine
la newyorchese Collier Schorr, che fotografa ragazzi e ragazze non ancora
ventenni dai tratti androgini, indagando i cortocircuiti dell’inevitabile
“femminilità” del proprio sguardo nel ritrarre la mascolinità,
chiedendo ai propri soggetti di mimare le pose usate dai media per rappresentare
il femminile (come in Forest Bed Blanket, 2001) o come per la sua serie
sui giovani lottatori di wrestling, in cui ha messo in campo il proprio
vissuto emotivo contemplando “la vita che avrei avuto se fossi stata
un ragazzo”. Il secondo documentario, Naked, si concentra su artisti
che hanno sfidato l’immagine streotipata di “normalità”
del corpo umano, lavorando, ad esempio, sul disagio legato alla rappresentazione
della vecchiaia e della disabilità. Il fotografo americano Joel-Peter
Witkin discute i concetti che hanno ispirato le sue celebri visioni da
incubo, con corpi umani spesso torturati e deformi ritratti in tableaux
ispirati alla pittura del Rinascimento; Jenny Saville, una delle maggiori
scoperte di Charles Saatchi tra la generazione degli Young British Artists,
è divenuta famosa per i suoi ritratti femminili e transgender nei
quali la corporeità, trasferita su tele gigantesche, esplode in
caratteri ipertrofici, e il tessuto cutaneo sembra portare i segni di
una trasformazione ancora in atto, come ripreso nel corso di una chirurgia
plastica. L’illustre artista di stanza a New York John Coplans produce
invece autoritratti monumentali in bianco e nero, che celebrano l’inaspettata
imponenza del corpo nudo diun uomo anziano.
Walter Rovere
Vile Bodies è un evento LUO – Libera Università Omosessuale
in collaborazione con neon>campobase.
19 aprile, 21h30
Kids, regia di Penny Woolcock (prod: Blast Films)
Con Sally Mann, Jouko Lehtola, Wendy Ewald, Collier Schorr.
Introduce Fabiola Naldi, critica e curatrice.
Collabora con il corso di Storia dell'arte contemporanea (Dams - Bologna)
e con il corso di Cinema e Arti visive (Bicocca - Milano).
Scrive su Flash art e Around
Photography. E’ autrice di I'll Be your Mirror - travestimenti fotografici
nel novecento,
Rapport 1957-1977, Floria Sigismondi - Immaculate Conception.
20 aprile, ore 21.30
Naked, regia di Edmund Coulthard (prod: Blast Films)
con Joel-Peter Witkin, Jenny Saville, John Coplans.
Introduce Andrea Viliani, curatore presso la Galleria d'Arte Moderna di
Bologna (dal 2007 MAMbo - Museo d'Arte Moderna Bologna,
presso la nuova sede all'ex Forno del Pane). Per il progetto di mostra
No Manifesto ha vinto nel 2005 la seconda edizione del Premio
Lorenzo Bonaldi per l'Arte - Enterprize, riconoscimento internazionale
riservato a curatori under 30.

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